venerdì 25 luglio 2008
Cateteri indecenti.
Registrazione di telefonata incomprensibile, parole che più che essere sussurrate sono bofonchiate, ….autocensura perché non si sa mai, i guardiani della rivoluzione potrebbero interpretare male,… notizie allarmanti infondate…. Si è fatto e si è detto di tutto ieri meno di quello che è veramente successo durante la tappa del sesto giorno. Ma cosa è successo ieri? Niente, assolutamente niente. La nostra schioppettate bianca pandina ha ancora una volta fatto il suo dovere, ha traghettato i due nostri cari “pensionati” nello “stato canaglia” dell’Iran, facendosi beffe delle risa dei curdi e dei persiani stessi. Mentre carri armati americani, scrutano dal confine turco l’Iran, il nostro pandino lo ha invaso senza tanto clamore e nell’indifferenza generale. Sì, è vero, al confine persiano il nostro team ha dovuto indossare pantaloni lunghi, una sorta di velo maschile per la patta, ma come biasimare questi ligi e pudici guardiani, lo spettacolo era indecente tra pannoloni e cateteri zampillanti. Qualcuno ha dato del Pirlo a Stefano…ma non si era già partiti da Milano 6 giorni fa?.... giovedì 24 luglio 2008
Giovedì 24 luglio 2008 - ore 20.54.
Abù Abik.
L'impressionante somiglianza (vedi foto segnaletica inizio articolo sulla sinistra) con il narcotrafficante curdo Abù Abik è stato fatale per Alessandro Tomasella. Riconosciuto e immobilizzato da un ligio guardiano della rivoluzione iraniana, è stato ben presto tradotto nelle locali carceri dov'è tuttora sotto interrogatorio. Vani sono stati i tentativi di evidenziare l'equivoco. Neppure le parole di Stefano (...io, non lo conosco.......veramente gli ho dato solo un passaggio ecc. ecc.) sono valse a tranquillizzare la polizia di confine. Dall'Italia, appena saputa la notizia, ci siamo subito attivati interpellando l'unità di crisi della Farnesina. Al numero telefonico d'emergenza risponde però una signorina, una certa Elena, con mugolii e calde proposte...se volete il numero....
Road to Iran – 24 luglio 2008 – ore 13.18
A parte che a ogni foto del team mi sembra vedere posti già noti (Monte Pizzoc, Santa Croce, Col Visentin ecc. ecc.), ......ecco catturata un immagine nei pressi del confine iraniano (abbiate fede, lo so è difficile ma credeteci). Che dire, non so quando caldo faccia e non conosco se il duo faccia uso di sostanze misteriose, ma qualche volta in qualche foto, un piccolo indizio (un cartello, un edificio caratteristico) di dove effettivamente siano, ce lo possono pure mettere!Risveglio al lago di Van. 24 luglio 2008 - ore 4.40
E' stata una corsa contro il tempo, ma alla fine ce l'hanno fatta! Stremati, anchilosati, offesi persino nell'animo hanno dormito in auto, lungo le rive del lago di Van, lontano dalla gente. I curdi hanno riso della loro auto! Questa fiera popolazione di pastori e guerrieri non credeva che ci fosse al mondo un auto così piccola. Pensavano ad una barzelletta, ad uno scherzo, ad una invasione di nani. Abbattuti nei sentimenti, scoraggiati, Alessandro e Stefano sperano in una migliore accoglienza in Iran. Lì sì che l’italian style ha più considerazione!mercoledì 23 luglio 2008
Resoconto giornata del 23 luglio 2008.
Grazie a qualche spione sicuramente non figlio di Maria ma di qualcun'altra, l'equipaggio Turbofolk è entrato in un definitivo silenzio stampa. Pare che il blogger abbia messo online materiale di carattere privato, in specifico registrazione che doveva riguardare comunicazioni di servizio. In primis, nego nel modo più assoluto di aver messo in onda materiale di conversazione privata; probabilmente c'è stato un equivoco. ....Qualcuno confuso dalle preghiere del Muazin ha capito male, il caldo e l'afflosciamento ha poi fatto la sua parte......Sono o non sono bravo? Si vede che ho fatto un corso di comunicazione strategica convulsiva di Silvio B., eh? ....Lasciamo perdere le interpretazioni - illazioni e veniamo all'argomento del blog. Oltre il silenzio stampa ci si è messa pure l'asprezza del territorio ad impedire le comunicazioni con la squadra. Nell'ultimo contatto avvenuto alle ore 16.48, Stefano e Alessandro manifestavano l'intenzione di raggiungere, anche in tarda serata, il lago di Van (altitudine di circa 1700 metri) nei pressi del confine iraniano. In caso di forte ritardo, la nottata di sonno sarebbe trascorsa in auto senza ulteriori tentativi di contatto con la base in Italia. In questo territorio, ricordo, l'etnia prevalente è di origine curda. Rimane quindi tuttora in piedi, per la gioia di T.B., l'ipotesi rapimento PKK... a domani.
Mattina a Amasya.
La giornata di Stefano e Alessandro inizia con un bella energetica colazione turca a base di kebab, pomodori (domates) freschi tagliati in spicchi, cetrioli (salatalik), pane (ekmek) freschissimo bianco, focaccette salate e dolci, yogurt, fette di formaggio (penir) magro di un paio di tipi, spesso ottenuto da latte di capra, la marmellata (recel), il miele (bal), burro (tereyagi), uova (yumurta), olive (zeytin) verdi e nere, frutta, fette d'anguria, tè (çay) e caffè (kahve), latte (sut), salsiccia (sucuk), salame piccante (pastirma), una ciotola di mercimek çorbasi (zuppa di lenticchia) o ezogelin çorbasi (zuppa di rizo con le spezie) servito con limone e polvere di chili, un börek o una poça, riempita con formaggio, patate o carne, delle semplici simit (sono ottime ciambelline con il buco tempestate di semi di sesamo), e, per finire, del pide, barchette di pastafrolla farcite di uova, formaggio, verdura cotta. Sì, …inizia e praticamente finisce! Succede che non riesci neppure ad alzarti dalla seggiola e ti assale l’abbiocco. Solo il continuo telefonare degli sponsor scuote il tuo torpore e allora fai l’estremo sforzo di trascinarti alla pandamobil, sdraiarti sul volante, inserire con difficoltà la chiave per l’accensione e guidare ad occhi chiusi per la campagna. Per fortuna c’è Padre Pio che veglia su questi peccatori avvezzi all’unico vizio che il loro fisico concede (ancora per poco): il bere e il mangiare! La pinguedine non è un problema, sarà utile quando si attraverserà la steppa e il deserto mongolo: dromedario docet!Solo timidezze?
martedì 22 luglio 2008
Martedì 22 luglio 2008 - ore 20.45 - Resoconto.
lunedì 21 luglio 2008
21 luglio 2008. Sile, mar Nero, torre genovese. No Venezia, no Casale.
Ebbene sì, il nostro equipaggio è stato contattato telefonicamente a Sile, non Casale sul Sile (TV), come molti dubbiosi vorrebbero voler credere, ma Sile in Turchia, poco al di la del Bosforo. Certo che a fantasia di nomi il nostro duo non lo batte nessuno.! Sarà forse la nostalgia della Gioiosa Marca che li spinge verso così familiari nomi e lidi? Ormai siamo in Asia, il più grande continente, ed è da attraversare praticamente tutto! La Pandamobil non ha emesso un lamento nemmeno in Bulgaria. Che pasta d'auto!
(ascolta il resoconto della giornata cliccando il link in alto a destra Radio Web Turbofolk - Resoconto della giornata)

Silenzio stampa.
Sono qui, sotto l'effetto allucinogeno del VPC (Vero Peperoncino Calabrese), completamente ustionato dalle labbra allo stomaco, con lacrimazione sostenuta e percolamento continuo di cerume auricolare, davanti a me un silente e spento monitor con muta messaggistica, perplesso.
Dal duo, nessuna notizia, nessuna immagine. Nella telefonata di ieri (non inviata al blog per guasto al software di registrazione), “cazziati” sonoramente per la loro pigrizia nell'invio di notizie, il team avrebbe minacciato il silenzio stampa se, trovato un qualche internet point a Belgrado, avessero ravvisato sul blog qualche inesattezza. Stando ai fatti di oggi e la mancanza di notizie, si presuppone che i due permalosoni ieri notte abbiano esaminato attentamente tutti gli scritti del sito e, approfittando di qualche “orrore” ortografico, abbiano sentenziato l'azione di boicottaggio. Nella centrale del sistema comunicativo satellitare (N.IS.O), dove mi trovo ora, sto animatamente conversando con l'unità centrale sul da farsi. Il problema è che non riesco a capire cosa dica l'unità centrale in quanto l'output è in sofisticatissimo linguaggio macchina comprensibile solo a Stefano e a Gigi. Qualcuno mi può' aiutare?
....E' una situazione paradossale, tutto si sistemerebbe se......e sì,..se l'anonima turca avesse rapito il pandino con i due pensionati. Lo so', non si può dire, ma penso che il nostro maestro di giornalismo, T.B., un qualche pensierino lo abbia già fatto..... Che scoop! .....Esclusiva sulla notizia! .....Intervista ai genitori e alle inconsolabili compagne! ....I retroscena in prima persona! ......La meritata consacrazione nell'olimpo del giornalismo italiano! ...Purtroppo, caro Tommaso, le cose non vanno come uno vorrebbe che andassero. Ho appreso, da qualche camionista turco giunto in zona industriale vittoriese, che viene segnalata una lunga colonna di automezzi nella principale arteria verso il confine turco in Bulgaria, pare che alla testa ci sia un pandino bianco e schioppettante....
Fra poche ore il collegamento telefonico...(se ce la facciamo!)
domenica 20 luglio 2008
20 luglio 2008. Siam come le ricotte: affumicati.
Solo un giorno e mezzo fa la gloria. Milano da bere ma da non respirare. La visita di due emigranti vittoriesi alla partenza. Il giornalista de “La Repubblica” che prepara il pezzo sul Mongol Rally. La corsa per superare la tangenziale di Mestre. La corsa per arrivare in tempo a Trieste per la “magnata “ di pesce. Oggi Carmelo (uno degli emigranti vittoriesi a Milano) ci chiama, il pezzo sul Mongol Rally è sull'inserto milanese del quotidiano “La Repubblica”. L'articolo è scialbo, ufficiale, noioso. Ah, Bisagno, Bisagno...ci fossi stato almeno tu alla “Repubblica”, le diciotto pagine non c'è le avrebbe tolte nessuno, e che pagine! Alle vertiginose altezze seguono poi sempre gli abissi. Rolling Stones, campi incolti in fiamme e camion puzzolenti da superare....che poesia! E siamo solo in Serbia! Questa sera più nessun messaggio. Questa sera lasciateci scatenare, danzare. Il turbofolk impazza in queste calde piazze. Lasciateci sgranchire prima che arrivi il silenzio e l'immobilità del deserto. La schioppettante Panda ora riposa e si raffredda. A domani.
Ultimo sponsor non pagante, per ora....
In attesa siam....
Qui nella centrale di supporto satellitare e comunicativo N.IS.O (Nothing IS Ok) il clima è teso e c'è fibrillazione. Un po' di problemi ai server telecom e vodafone ci impedisco, per ora, di avere notizie e immagini del terribile duo. Di sicuro si sa che ieri sera, in quel di Trieste, hanno fatto incetta di scampi, cozze, vongole, branzini e capesante. Quindi, salvo indigestione o intossicazione alimentare (molto probabile), il duo si accingerebbe a raggiungere il territorio Serbo, patria del turbofolk, in tarda nottata. Conoscendo i nostri polli, purtroppo dobbiamo considerare un'altra verosimile ipotesi. Approfittando del cono d'ombra radio, vista la velocità da tranquilla crociera della Pandamobil, l'aria vacanziera e “quel non so che” di spirito da pensionati che ti assale quando guidi un pandino bianco, non possiamo non escludere una deviazione dal percorso originale per raggiungere le soleggiate spiagge Croate. Aspettando oggettive smentite vi diamo appuntamento in nottata per buone nuove..
Ultime notizie: Siamo riusciti a contattare telefonicamente il team alle ore 15.30. Entrati in territorio serbo si accingono a raggiungeere Belgrado questa sera. La registrazione audio, purtroppo per problemi legati al software, non si è potuta salvare e quindi non potrà essere ascoltata sul blog.
sabato 19 luglio 2008
19 luglio 2008. Resoconto.
Mattino presto, Vittorio Veneto – Milano, per poi ripartire senza pranzo alla volta di Trieste. Tutto secondo i piani, almeno fino a Verona dove le terribili inseguitrici deviavano verso Praga. Per fortuna! Le concorrenti, come si è potuto costatare, erano notevolmente elaborate, ben equipaggiate e dall'aspetto aggressivo. La nostra Pandamobil sembrava piuttosto un'auto di pensionati che per sbaglio passava di lì. Il viaggio fino ai 100 km l'ora è calmo rilassato. Sorpassato tale limite, la lamiera, il motore vibrano, sembra di non riuscire a superare il muro del suono, SEMBRA DI ESSERE DENTRO IL SUONO!!! Auto e camion che ci superano a destra e a sinistra. Il viaggio per noi deve ancora incominciare, le strade sono ancora familiari, i pensieri volano mentre i muscoli si muovono a ripetitivi scatti in quella scatolina bianca e scoppiettante....
(ascolta il resoconto della giornata cliccando il link in alto a destra Radio Web Turbofolk - Resoconto della giornata)
L'incubo.
Si era festeggiato e gozzovigliato tutta la notte fino alle ore 2.00 di questa mattina in quel di Fais, piccolo borgo inciso sulla parete del tranquillo Col Visentin. Stefano e Alessandro, occhi lucidi, movimenti incerti e scoordinati, fiato pesante ci avevano messo l'anima in quella cena d'addio prima della partenza. Il pesante lavoro iniziato a marzo annegava ora in boccali di nettare d'uva e d'amaro della casa. Le risa e il conversare ritmico da toni in crescendo ed in calando degli amici rassicurava del fatto che il ritorno avrebbe avuto lo stesso e rilassato epilogo. La Pandamobil, di fresca brezza estiva accarezzata, adagiata fuori sulla silenziosa strada, sola, osservava bramante la luccicante pianura. La buia steppa mongola non gli avrebbe mai più offerto simile accadimento. Ultimi saluti, ultimi abbracci, ultimi e impastati auguri, qualche battuta un po' scema. La strada. Strada di montagna, strada di curve, strada buia. L'arrivo tra le luci. La Città, con le sue cose belle e con i suoi piccoli inconvenienti: la pattuglia di vigili urbani, il palloncino. Che sputtanamento ragazzi! Sospesa la patente, ritirato il mezzo.....poi il risveglio: ore 11 e un quarto, bocca impastata, occhiaie, faccia da incubo. Controllo il cellulare...sono partiti!
giovedì 17 luglio 2008
Buoni Auspici.
Ecco, sapete che ero semplicemente TERRORIZZATA la sera prima di prender l'aereo per Palermo, così ho confezionato un sacchettino protettivo. L'ho fatto di getto, senza stare a pensarci troppo perchè davvero non avevo tempo per mettermi a progettare rituali megagalattici o a cercare ingredienti strani, ma devo dire che ha funzionato benissimo, perchè due viaggi così pacifici e perfetti anche come orari (nessun ritardo, tutto perfettamente sincronizzato....) non ricordo di averli mai fatti, è filato tutto via liscio alla perfezione (in tutto il resto dell’europa succede sempre così, si chiama: normalità!). Anche se all'arrivo stamane, avevo tenuto talmente stretto il sacchetto nella mano che la camomilla stava andando in infusione con l'umidità della mia pelle, giuro...
Ecco come l'ho fatto:
Necessario:
Erbe: rosmarino, timo, lavanda, camomilla (per protezione e tranquillità durante il viaggio)
Candela azzurra con inciso il binding di rune Algiz+Raidho
Una pietra che evochi in noi tranquillità (non mi piace essere 'perentoria' in questo tipo di indicazioni, guardate tra le vostre pietre e lasciate che sia la pietra che fa per voi a farsi notare)
Una piccola immagine di Anubi (scaricata e stampata piccola piccola da internet) (quando si dice che la tecnologia è al servizio dell’uomo!) (La prossima volta metterò anche Ecate)
Una piccola immagine del tarocco 'Il Carro' (idem)
Un pezzetto di carta pergamena + penna per scrivere sopra
Un ritaglio di tela bianca
Un nastrino azzurro
Una pasticca di carbone vegetale con dell'incenso naturale (io ho aggiunto anche dell'olibano già che l'avevo)
Acqua
Sale
Candele per il Dio e la Dea e, se le usate, per gli elementi.
Lanciare il Cerchio ed invocare gli Elementi.
Evocare gli Dei (io ho chiamato, appunto, Ecate e Anubi, protettori dei viaggiatori - e per questo anche di coloro che compiono l'Ultimo Grande Viaggio nell'aldilà)
Dichiarare l'Intento.
Disporre il pezzetto di tela bianca sull'altare (io l'ho messo sul pentacolo) e inserire a uno a uno, parlando con essi ed esprimendo il proprio bisogno/preghiera/richiesta, le immagini degli Dei e del Carro, la pergamena su cui disegnare con la penna il binding di rune Algiz+Raidho (lo stesso della candela) la pietra, e poi le erbe, una alla volta, chiedendo di essere benedetti coi sacri doni della protezione e della tranquillità e bruciandone nel contempo un po' sul carbone acceso insieme all'incenso.
(Ecco, ritengo che sia estremamente importante parlare con le anime di ciò che sto usando nei rituali, e soprattutto esprimere chiaramente i miei bisogni. Anche se l'idea era di arrivare presto e bene, esprimerla con una frase tipo 'Riportami presto a terra' ad esempio, non l'avrei trovata di buon auspicio per un viaggio aereo)
Richiudere il sacchetto avvolgendolo col nastro (senza ancora fare il nodo).
Esporre il sacchetto per qualche momento prima ai fumi dell'incenso, poi al calore della candela, poi inumidirlo con l'acqua e poi immergerlo nel sale, consacrandolo di volta in volta ai vari elementi con una frase del tipo: 'invoco l'oriente e i poteri dell'aria per consacrare questo sacchetto che diviene ora un attrezzo magico per assistermi nelle mie trasformazioni (ogni atto magico comporta infatti una trasformazione in chi lo attua, se non cambia niente è perchè, probabilmente, non si è fatto niente) e condurmi in salvo e tranquillamente attraverso questo viaggio che sto per intraprendere. Così desidero e così sia e piaccia che sia così'
Una volta consacrato il sacchetto a tutti gli elementi, posarlo sull'altare e imporvi le mani in modo da impregnarlo della nostra energia.
Al termine, legare il nastro con un nodo e un fiocco accompagnando l'operazione con la frase di rito 'per questo nodo che ho legato, il mio incantesimo è sigillato. Augh!'
Banchetto (io ho usato una tisana di camomilla e lavanda, che richiamava le erbe che stavano nel sacchetto e mi avrebbe anche favorito il sonno).
Congedo e apertura del Cerchio.
Sono qua, sana e salva, quindi come potete constatare, ha funzionato
Buoni viaggi a tutti!
(….neanche se mi facevo di acidi riuscivo ad allucinare una cosa simile….comunque utilizzo il sacchetto anche quando prendo la macchina e vado al supermercato…non si sa mai…che Anubi e Ecate siano con me!)
mercoledì 16 luglio 2008
Unità operativa di pronto intervento (N.IS.O.).
lunedì 14 luglio 2008
Panzer division.
Dietro una grande impresa c'è sempre un grande uomo e dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna e dietro i nostri due uomini,.... che dico uomini,.....mezzi uomini, .....che dico mezzi uomini, .......ominicchi, ......che dico ominicchi, quaquaraqua, non ci può' essere che una sola donna: Roberta. Questo tocco di donna del nordest, questa sintesi eccelsa del meglio che la razza piave potesse esprimere, questa panzer division in gonnella e lingerie, è stata capace di piazzare ben 147 magliette, vendere 255 birre da mezzo (..e che ce vo' con tutti sti' 'mbriaconi), di procurare 3 sponsor paganti e 2 forse, di sistemare un fastidioso rumorino al motore della Pandamobil e infine andare in ambasciata iraniana a Roma per ottenere con la forza, direttamente dalle mani dell'ambasciatore, il visto d'ingresso. Se i due nostri “signorini”, cari lettori, giungeranno satolli, rutilanti e “rutanti” a Ulaanbaatar , ...ebbene sì..., dovranno eterna riconoscenza a quest'esile e modesta fanciulla. A mo' del giornalista del “Il Gazzettino” Tommaso Bisagno, ho contattato telefonicamente Roberta per un intervista in esclusiva, ma ahimè, l'allievo è risultato molto, ma di molto più scarso del maestro. Per dirla in breve, senza ottenere neppure un appuntamento, mi sono trovato ad essere felice proprietario di ben 21 magliettine Turbofolk, un pistone rotto della Pandamobil, un pupazzetto rosa, l'abbonamento a Sky e alla rivista “La torre di guardia” e una miracolosa crema “in-turgitante”. Bene, la sapete una cosa? Funziona, ma solo sulle mani.....che fatica scrivere il pezzo!!!
Sfide.
sabato 12 luglio 2008
Bon ton.
Per evitare che i nostri burinazzi rallysti incappino in una qualche figuraccia infrangendo il galateo e in bon ton mongolo ci siamo rivolti all'esperto di cose turche e mongole, il dott. Marcello Salvador, il quale ha preparato per noi alcune schede tecniche. Durante il cordiale colloquio abbiamo appreso che il nostro esperto di bob ton è pure un'affermato sciamano della steppa, cogliendo l'occasione gli abbiamo chiesto l' oracolo riguardo il giorno più propizio per la partenza. Dopo aver ingurgitato del latte di Yak fermentato ed aver i perso i sensi per circa 12 ore grondande di sudore puzzolente con voce esile e forzata il Maestro disse: "Il giorno di venere, se non si procede con straordinaria cautela, viene certamente qualcuno per di dietro e vi colpisce. Sciagura! Meglio riposare e partire i giorno di saturno. Lo scuotimento viene: uh, uh! Spavento reca fortuna. Parole ridenti. Ah, ah! In seguito si possiede la norma."...A parte il tamponamento, se si parte il venerdì, del resto non è che ci abbia capito granché. Comunque passiamo alla prima scheda.....
SCHEDA UNO
LA GHER - LA BIANCA CASA DEI MONGOLI
Oltre la metà della popolazione mongola vive nelle gher, le tradizionali tende che sopravvivono da migliaia di anni nelle sterminate steppe del Paese, ma anche ai margini della capitale. Una gher è bellissima da vedere, biancheggia nel verde del paesaggio mongolo, ma è anche un piccolo capolavoro di tecnica e funzionalità, già sottolineate da Erodoto nelle sue descrizioni delle popolazioni nomadi. Una gher deve garantire una protezione al gelo estremo ma deve anche essere sufficientemente leggera e agevole da montare e smontare per i continui spostamenti. Inoltre deve rispondere a precisi connotati religiosi e tradizionali.
GHER, ISTRUZIONI PER L'USO
Entrare in una gher è semplice, rispettare i riti domestici è un po' più complicato. Uomini a sinistra, donne e cucina a destra, mai calpestare lo stipite dell'ingresso perché porta sfortuna ma se accade accidentalmente allora è buon segno. E' d'obbligo accettare tutto: gamelle di carne grassa di pecora, schegge di formaggio essiccato, airag (il latte di cavalla fermentato) e l'immancabile vodka.
L'interno è disposto secondo intricate simbologie religiose. Prima di uscire, è buona norma percorrere un giro in senso orario attorno alla stufa, posta al centro della gher, e ancora attenzione al gradino: urtarlo significa portar fuori la buona sorte; in questo caso, è necessario rientrare.Mai entrare in una gher con un coltello e nemmeno con un oggetto da scavo (che ricorda una sepoltura ed è considerato nefasto). Evitare di portare una pentola senza coperchio perché il padrone di casa potrebbe sospettare che siete venuti per catturare la felicità di quella famiglia. Se fate visita a una famiglia che vive in gher, accettate l'ospitalità ma cercate di contraccambiare. Se avete un regalo, consegnatelo al capo famiglia solo al momento della partenza. Potete anche lasciare del denaro, senza ostentare troppa "superiorità economica". Se avete una polaroid (molto utile per socializzare), scattate qualche istantanea alla famiglia e lasciatela di ricordo...
venerdì 11 luglio 2008
Casse.
(…continua)Sì, in effetti ci è voluto un po’ di tempo prima di riprendermi dalla festa, e poi sarà stata l’arterio, i trigliceridi, la trippa avariata, l’età o la birra ma……non mi ricordo più una beata mazza. Solo dei sporadici flash delineano qualche ricordo……vedo il Mauro vorticosamente ballare , le mostruose e cellulitiche chiappe del Paolo spiaccicate e stampate su ogni finestrino della Pandamobil, la bofonchiante e strascicata intervista al Marcello, il trenino con l’Alfonsina come locomotiva, Stefano (l’ex moroso) da Faenza che si inalberava perché voleva fare lui la locomotiva, Carlo, che era solo di passaggio, alla diciottesima birra….l’elezione delle reginette del turbofolk Christa e Alessandra….la solita telefonata del Sivio B. a chi di dovere per raccomandarle, le casse dell’impianto stereo del Puffo che saltano..un’amicizia quarantennale che finisce., la retata della polizia…no, quella no, quella è successa a Roma in quel hotel bordello….i ricordi si mischiano, tutto diventa confuso. Ho provato anche con l’ipnosi regressiva dove ho scoperto la memoria delle mie migliaia precedenti vite (nelle precedenti 999 sono stato un maschio di bradipo pigro, nell’ultima, quella attuale non è che sia cambiato molto a parte il bradipo) , ma niente da fare, nei ricordi c’è ancora questa voragine: che minchia è successo alla festa? ...Telefono a Stefano e a Alessandro….e chiedo.”..che minchia è successo quella sera? Vi prego ditemelo!..” …..Alessandro ha un’idea…. Prende il potatile s’attacca alla rete, digita velocemente sul browser http://turbofolkmongolrally.blogspot.com/ ed esclama deluso: “..ancora non si sa niente..”.
sabato 5 luglio 2008
Sponsor, sponsor e...ancora sponsor...
Neanche finita la festa, diradati i fumi dell'alcool, ecco comparire all'orizzonte un altro sponsor: la Essepi Assetti, responsabile dell'assetto un po' altezzoso della Pandamobil. Oramai non se ne puo' più. Ho gli incubi! Vivo nel terrore che prima o poi mi sponsorizzino la chiappa sinistra senza dirmi niente. Ieri sera alla festa osservavo guardingo i partecipanti: tra di loro poteva nascondersi qualche infingardo sponsor! Ma alla fine è andato tutto bene. Questa mattina i segni premonitori della buona riuscita dell'impresa c'erano tutti....innanzitutto il mio pannolone aveva trattenuto senza perdite gli ettolitri di birra e sangria ingurgitati e poi non ero stato fermato in nessun posto di blocco per un controllo alcolometrico. A dire la verità non mi sono divertito molto. In primis, è mancata la carica della celere (come invece sempre succede quando gioca la “magggica”), poi la Fiat Panda non è stata data alle fiamme e, tra le presenti, a proposito di dare, nessuna me l'ha data. Poco male, sarà per la prossima volta, intanto sto facendo scorta di angurie....Cosa centrano le angurie, chiederete voi. Secondo recenti studi pare che il cocomero contenga una sostanza, la citrullina, che funzionerebbe meglio del viagra.....e sì che di citrullina mi sembrava di non essere carente. Ma veniamo alla festa. Innanzitutto non c'erano i milioni di partecipanti che Stefano sperava ma solo qualche centinaio per cui gli toccherà mangiare montasio e insaccati avanzati per circa 80 anni. Niente paura, il crack economico dovuto a questa grossa spesa, verrà spalmato sui piccoli risparmiatori (se ancora c'è ne sono) con un nuovo prodotto finaziario: il Turbo-Bi-Folk (doppia forza) simile ai derivati finanziari....
Mentre l'Alessandro alla maniera dei vu cumprà cercava di piazzare quante più magliette possibili, gli altri fortunati centinaia di gozzovigliatori a ondate si accalcavano agli spinotti della birra e alla cassa dove una magistrale Alessandra, già adagiata sulle precarie braccia di Bacco, sbagliava a dare il resto. Che dire delle cucine. Quattro leggiadre fanciulle sudaticce scotennavano prosciutti, salami e formaggi per placare gli insaziabili appetiti della mandria al di là del bancone...io intanto, accovacciato tra i freezer, piluccavo con nonchalance quel mezzo chilo di trippe ancora da sgelare avanzate dalla festa degli alpini di qualche settimana prima... che dire di Elvio, Mauro, Pigi, Paolo, Marcello, Fabio, Carlo, Alfonsina, Christa, Sonia..le reginette del Turbofolk...Sivio B. ecc. ecc. ..ma questa è un'altra storia.. (continua alla prossima)....




















